Le viti in Abruzzo ricalcano pari pari la storia della Regione: una frontiera aperta, uno spazio fluido e mobile, vulnerabile alle invasioni dal mare come a quelle della terraferma. Dapprima i Bizantini con le viti elleniche, poi la Toscana con i Trebbiani, il Sangiovese e il Montepulciano a rincorrersi, poi le Marche con la delicata Passerina ed il forte Pecorino ed infine la Puglia a cui si deve la conoscenza del Cococciola e del Bombino bianco.

Così, inesorabilmente esposta, la terra d’Abruzzo ha accolto, nei secoli, usi e costumi di altri popoli, consegnandosi, a lungo, ad un destino dall’identità sfuggente.

Seppur citati da Plinio e Cocumella, da Ovidio e Marziale, fino a Sante Lancerio e Serafino Razzi, la storia dei vini abruzzesi è policentrica e frammentata e si stempera nei mille rivoli di racconti dove prevalgono i piccoli borghi, i villaggi, i ‘castra’, le rocche e gli alti pizzi, sempre in lite tra loro, pronti ad alleanze e contese per rivendicare confini ed affermare l’identità di una patria, anzi di tante patrie.

E, nella contesa, non esitano a cimentarsi patrizi e borghesi, ecclesiastici e casati stranieri, tutti alla ricerca del mito della ‘fondazione’ e della tradizione italica.

Oggi la scienza e la conoscenza hanno stabilito finalmente una verità: l’Abruzzo può, al pari di altri, aspirare ad un posto di riguardo nella enologia internazionale grazie a quel territorio frammentato ed impervio, dalle altitudini così marcatamente differenziate che dà vita alle tante patrie di quei vitigni che, finalmente,dopo secoli di coltivazione in loco, possono legittimamente dirsi abruzzesi, protetti dal mite mare Adriatico da un lato e dal potente allineamento della Majella e del Gran Sasso dall’altro.

La Presentosa

il sigillo sentimentale di Codice Vino

Un accorto riguardo al folclore, alla memoria delle buone maniere, al gusto dell’attesa d’altri tempi, la convinta aderenza ad un pensiero comune: ecco la Presentosa. “Una grande stella di filigrana in mezzo a due cuori….” scrisse di lei D’annunzio, appoggiata sul cuore di colei che la sfoggia.

È solo un tenero pensiero, fatto da un artigiano, ma sancisce il patto di promessa sposa, è il prezioso pegno d’amore per una vita da condividere.

Nasce in un perimetro incerto ma testimonia la verità assoluta del senso vero dell’amore. Ostentata nelle grandi occasioni, nelle feste paesane, durante le cerimonie religiose, nei pellegrinaggi e nelle ricorrenze familiari, sempre la Presentosa ha scandito l’alfabeto sentimentale di un popolo.

Codice Vino raccoglie questa speciale simbologia sentimentale, ha disegnato e poi fatto realizzare dal maestro Maurizio D’Ottavio una propria Presentosa per confermare su ogni bottiglia il patto d’amore, incantevole e misterioso, con la terra d’Abruzzo.

La natura della Majella

Nell'alfabeto iconico di Codice Vino

È una natura incombente, avvolgente e magica quella che fa del Parco Nazionale della Majella uno scenario ineguagliabile. dove la ricchezza della specie può vantare oltre 2000 entità corrispondenti a oltre il 65% dell’intera flora regionale e quasi il 30% dei quella italiana.

Qui la natura combina sorprendentemente elementi mediterranei, alpini, balcanici, pontici, illirici, pirenaici e addirittura artici. La notevole escursione altitudinale della Majella consente inoltre la compresenza di oltre cinquanta habitat naturali: a caratterizzare il paesaggio dominante, fino ai 1800 metri, sono le faggete, accompagnate dalla presenza di agrifogli, sorbi e aceri, mentre la Mugheta della Majella rappresenta la fascia degli arbusti contorti più estesa dell’Appennino ed degli habitat più singolari.

In quota, dove le cime e le praterie sono coperte dalla neve dall’autunno all’estate, poi giù fino ai valloni, hanno trovato il loro ambiente perfetto molte specie arrivate fin qui con le glaceazioni quaternarie e con il prosciugamento dell’Adriatico: il ritiro dei ghiacciai e il successivo isolamento genetico ha spinto alla differenziazione le specie originarie, producendo nuove specie e sottospecie, che rappresentano un patrimonio naturale di straordinario valore.

Codice Vino per la sua linea de i Monovarietali, rende omaggio alla Natura d’Abruzzo dedicando le etichette dei suoi vini ad alcune delle specie più rappresentative di un paesaggio così intenso e affascinante.